Progetti

01. LA CASA DI JOSÈ - LA CASA PER GIOVANI CON DISABILITÀ

Da sempre dedichiamo il nostro tempo a persone molto speciali ma vulnerabili (donne vittime di violenza, giovani immigrati che sono approdati e continuano ad  approdare sulle nostre coste, ragazzi con disabilità ed anziani).Guarda QUI il nostro progetto.

Il progetto di vita che stiamo realizzando per giovani ed adulti con disabilità è molto ambizioso “Dopo di noi” si pone come obiettivo la realizzazione di una casa (che abbiamo già acquistato) a 360 gradi “con e per loro”. Ogni persona che ne farà parte non possederà soltanto una casa ma potrà realizzarsi professionalmente per poter vivere appieno la vita nella sua bellezza.Per i  componenti di questa grande famiglia abbiamo pensato alla realizzazione di un’impresa agricola dove verranno creati prodotti biologici che verranno inseriti in un circuito agro- alimentare a livello locale, regionale ed ambiziosamente a livello nazionale. Alcuni di loro verranno assunti all’interno del primo ristorante impresa sociale d’Italia “Un posto tranquillo” dove si sperimenteranno e vivranno l’esperienza lavorativa nella valorizzazione del proprio io. Sarà allestita una cucina industriale per organizzare corsi di formazione in cucina e per l'organizzazione di catering o eventi speciali. Avremo un laboratorio di ceramica per sviluppare la manipolazione ed una linea artistica esclusiva. Tutto questo è realtà, non ipotesi. Tu puoi essere la nostra ricchezza! DONA ORAPuoi donare anche con un bonifico bancario su Banca Prossima intestato a: Etnos soc. coop. sociale Causale: Donazione la Casa di JosèIban: IT61 B033 5901 6001 0000 0140 469Se vuoi donare con paypal la mail di riferimento è info@equamente.eu

02. ZADREAM, SAPONI SOLIDALI PER LE DONNE IN ALBANIA

ZaDream è un progetto sociale che sostiene un gruppo di donne in Albania, impegnate in un’impresa sociale nella pianura della Zadrima, zona del nord del Paese. Al fine di  rendere l’Albania un Paese libero ed economicamente sviluppato la Cooperativa Unakor 13 onlus ha realizzato questo progetto solidale che mira a realizzare il sogno della Zadrima, idea dalla quale deriva il nome stesso della saponeria.E’ un progetto che coinvolge le giovani donne che ancora versano in condizioni di inferiorità sociale e di opportunità occupazionali,oltre che di situazioni di maltrattamenti e isolamento. ZaDream favorisce la promozione umana e sociale di un gruppo di donne residenti nella provincia di Lezhe e provvede al loro sostentamento economico derivato dalla produzione e vendita dei saponi naturali. Realizzati con prodotti naturali, tecniche tradizionali ed artigianali di saponificazione a basso impatto ambientale, i saponi si ispirano alle qualità della donna: Sensuale, Tenera, Forte, Bella Semplice e Romantica.

03. PROGETTO CARTA IN CACCA DI ELEFANTE

Un progetto dall’ alto valore sociale ed ecologico che permette ogni anno di salvare la vita a migliaia di elefanti nello Sri Lanka. Il progetto prevede l’acquisto direttamente dai contadini della materia prima (cacca di elefante) e sua la trasformazione (aggiungendo un 25% di carta riciclata) in carta per quaderni, scatole, borse. Una volta raccolta, la cacca viene aperta e sgranata, messa a bollire per eliminare tutti i batteri e successivamente mescolata con carta riciclata e acqua. L'impasto viene colorato e sparso su una griglia per dare la forma e lo spessore al foglio. Questo viene poi steso per essere asciugato e utilizzato per realizzare gli oggetti di cartoleria che vi proponiamo.  Perchè non puzza?
La cacca di elefante di per sè non puzza perchè questo animale, nonostante le dimensioni, ha uno stomaco molto corto e il cibo non fa in tempo a fermentare che viene espulso. Ecco perchè la sua fame è così vorace! Non riesce ad assimilare molto e ha sempre bisogno di mangiare.Perchè la carta non ha sempre lo stesso colore?
I fogli non sono sempre della stessa tonalità, nonostante il colore usato sia sempre identico e utilizzato nelle stesso proporzioni. Questo dipende da cio' che mangia l'elefante; ci sono foglie che hanno diverse consistenze! Ricordatevi che non digerendo, nella cacca si vedono molto bene le foglie; sono queste che danno una diversa consistenza alla carta e un diverso tono di colore. Così facendo si permette una pacifica convivenza tra i contadini e i pachidermi che sistematicamente venivano uccisi a causa delle invasioni e oltre che l’utilizzo della cacca di elefante diventa fonte di reddito.

04. PROGETTO CAMARI - FIORE CORDATO IN FIBRA DI COCCO

Camari è un nome di donna, tipico dello Sri Lanka. E' un nome speciale, di una donna speciale che da una semplice corda di cocco ha ideato i fiori semplici, ma molto originali che ridisegnano il profumatissimo fiore cingalese Araliya. Questo fiore è tipico dello Sri Lanka e viene utilizzato per dare il benvenuto agli ospiti e significa << bellezza di donna>>. Ed è il nome di un importante progetto che mira a offrire reddito per le donne cingalesi, mediante un lavoro dignitoso e che rivaluta la tradizione artigianale cingalese, mettendo a frutto le materie prime a basso costo e di facile reperibilità. La sede del loro lavoro è vicina le abitazioni del donne per consentire loro di continuare a gestire famiglia e figli, motivo fino'ora ostativo per l'accesso al mondo del lavoro.Nel 2004 Camari era andata ad accompagnare la figlia sordomuta a scuola e vedendo la difficoltà nel reperire il materiale usato per realizzare il fiore Araliya, si è seduta in silenzio e ha cominciato a ideare altri fiori utilizzando materiali 'poveri' e di uso quotidiano in Sri Lanka. E' nato così il fiore Camari che ora viene lavorato da un gruppo di artigiane che si ritrova a casa della signora Camari . Grazie alla grande richiesta del Fiore Camari, nel gruppo trovano impiego stabile oltre 15 donne cittadina che riescono a sfuggire alle situazione di sfruttamento e di povertà estrema, che purtroppo sono molto diffuse nell'isola.

Guarda i prodotti realizzati dal progetto sociale Camari

05. PROGETTO GODAVARI

Nasrapur è una cittadina che sorge lungo le rive del il fiume Godavari , nell'India centrale. Da oltre un secolo è rinomata per l'arte dei pizzi fatti a mano. Nonostante la straordinaria potenzialità economica di questa tradizione artigianale, le donne non riuscivano ad avere guadagni dignitosi, a causa del credule sfruttamento degli intermediari che approfittavano delle condizioni di bisogno e di isolamento delle donne, comprando a prezzi bassissimi le loro creazione.A questa situazione si è ribellata Hemalatha, che nel non  lontano 1979, ha iniziato a percorrere a piedi per due lunghi anni tutta la regione del delta del fiume, con l'idea di formare una cooperativa di donne artigiane che potesse fare fronte comune contro gli sfruttatori.  Oggi la Cooperativa Godavari è una realtà produttiva che raggruppa oltre 600 donne, una cooperativa grazie alla quale le artigiane ritrovano la dignità di una lavoro retribuito giustamente, fondando su ciò le basi per una vita migliore.Le donne creano tessuti ricamati a mano o all'uncinetto, ma anche borse e accessori,producendo reddito. Sono economicamente indipendenti e così facendo riescono a liberarsi dalla condizione di inferiorità tipica dei villaggi rurali indiani, potendo garantire l'accesso alle cure mediche e all'istruzione per se stesse e i propri figli.<< Se con forza intendiamo la forza bruta, allora senza dubbio la donna è meno bruta dell'uomo. Ma se con forza intendiamo l'energia morale, allora la donna è incommensurabilmente superiore.>>Gandhi

06. PROGETTO IL MIELE DE "LA FORMICHINA DI RO"

Il miele de "La Formichina di Rò" è prodotto da una cooperativa sociale impegnata nel recupero di ragazzi che hanno avuto problemi con la giustizia o di persone che la nostra società definisce diversamente abili.Sorta sulle pendici dell’etna, la cooperativa è promossa e sostenuta dall'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII con la quale condivide il sogno di rendere possibile una società in cui le capacità di ciascuno non sono più titolo di merito, ma di servizio, una società dove la professione è lo spazio in cui si realizza la celebrazione del vivere l'uno per l'altro.Si tratta di barattolini di miele da 50 gr di differenti tipi:acacia, millefiori, castagno, fiori d'arancio e melata.Scegliendo questo prodotto non solo sosterrete tale progetto, ma avrete la possibilità di far assaporare ai vostri invitati un prodotto di ottima qualità di produzione biologica. Inoltre, è un ricordo utile e certamente gradito che offre un prodotto di eccellenza.

07. PROGETTO "ADOTTA UNA MAMMA"

“Il Chicco di Grano” è una casa accoglienza per donne in difficoltà, e/o vittime di violenza ,gestanti e madri con figli. In funzione dei diversi casi vengono predisposti percorsi adeguati, finalizzati al recupero della propria identità, alla costruzione o ricostruzione del proprio ruolo genitoriale o al superamento del trauma subìto. Le donne, ove necessario, vengono tutelate dall'ambiente esterno e/o accompagnate in percorsi di autonomia a seguito della pianificazione del progetto educativo individuale costruito e coordinato con l'ufficio del servizio sociale incaricato. L'OBIETTIVO PRINCIPALE DEL PROGETTO È QUELLO DI ACCOMPAGNARE L'INDIVIDUO O IL NUCLEO PERCHÉ RIATTIVI O ACQUISISCA STRUMENTI E RISORSE NECESSARIE ALLA COSTRUZIONE DI UN PROGETTO DI VITA AUTONOMO, TENENDO CONTO DELLE ESIGENZE MATERIALI, RELAZIONALI, AFFETTIVE, CULTURALI.IL METODO E GLI STRUMENTI EDUCATIVI DEL PERCORSO SEGUONO PRECISE LINEE GUIDA E FASI.  OGNI GIORNO L’EDUCATRICE, ATTENTA A DARE AD OGNI COSA UNA VALENZA EDUCATIVA, PROPONE STIMOLI E PONE EVENTUALI VINCOLI AFFINCHÉ LA DONNA, PROPRIO NEL QUOTIDIANO, ACQUISISCA STRUMENTI PER AFFRONTARE PERCORSI DI AUTONOMIA.Con i colloqui  settimanali si dà spazio al progetto individuale della donna, ed è un momento che restituisce autonomia, serve per condividere gli obiettivi raggiunti e si individuano nuove tappe da conquistare. Uno strumento ad uso esclusivo della equipe educativa è Il DIARIO  dove si raccolgono in modo chiaro e conciso tutte le osservazioni che possano servire nel definire il percorso di autonomia e ricostruzione dell' identità e dell'autostima della donna. Anche tu puoi dare sostegno alle donne in difficoltà de "Il Chicco di Grano". Aiutaci a sostenere la vita quotidiana delle nostre donne che cercano giorno dopo giorno di ritrovare una propria strada, la propria vita. La nostra organizzazione sociale riesce solo a sostenere le spese di vitto e alloggio e pure con grosse difficoltà, perchè i Comuni pagano poco e soprattutto con tempi molto lunghi. Come?Puoi donare un piccolo contributo mediante:Bonifico Bancario: IBAN: IT16 U050 1804 6000 0000 0126 811 intestato a Etnos Soc. Coop. Soc causale "Donazione progetto Adotta una mamma";Donazione Paypal: mail per la donazione info@equamente.uOppure recapitando alla casa "Il Chicco di Grano" abiti nuovi o giocattoli.Ogni contributo economico o di altra natura sarà direttamente consegnato alle nostre donne, secondo le necessità correnti.

08. PROGETTO "IL CHICCO DI GRANO"

La casa accoglienza “IL CHICCO DI GRANO” è un luogo sicuro in cui trovano rifugio donne vittime di maltrattamenti o di violenze. Si trova nel Comune di Serradifalco (CL) ed è un appartamento a due piani all’interno di un cortile. E’ un luogo in cui possono essere accolti sia nuclei “madre con figli“ sia donne sole fino ad un massimo di 10 persone. La casa si trova nel pieno centro del paese e questo facilita l'integrazione sociale consentendo la piena fruizione delle risorse presenti sul territorio, quali la farmacia, i supermercati e ogni altro servizio che possa essere utile per avviare un percorso di autonomia personale.Il numero limitato di persone accolte permette al nucleo di costruirsi spazi di autonomia nella gestione quotidiana, ma anche di misurarsi con le risorse e i vincoli propri della convivenza.   DI FRONTE AD UNA EMERGENZA L'OBIETTIVO PRIMARIO È L’ACCOGLIENZA E LA TUTELA DI DONNE PROVENIENTI DA SITUAZIONI DI MALTRATTAMENTO E/O DI DISAGIO. DOPO L'INGRESSO VENGONO ACCOMPAGNATE IN UN PERCORSO VERSO L’AUTONOMIA MEDIANTE UN PROCESSO EDUCATIVO INDIVIDUALE, COORDINATO E COSTRUITO CON IL SERVIZIO SOCIALE. LE STESSE OPERATRICI DELLA CASA ACCOGLIENZA ELABORANO CON L’OSPITE TALE PERCORSO AL FINE DI COINVOLGERE DIRETTAMENTE LA DONNA PER LA PRESA DI COSCIENZA E LA VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE PERSONALI. Acquistando le nostre bomboniere solidali farai una donazione al progetto e consentirai a una mamma e al suo piccolo di vivere una nuova vita, lontano dalla violenza e dal degrado socio- economico.

09. PROGETTO SINAMAY, ABACA E SPAGO

CCAP Fair Trade For Development Inc
CCAP è un'organizzazione dedita alla promozione economica e sociale degli artigiani poveri, residenti nelle aree urbane e rurali delle Filippine.CCAP è nata dall'iniziativa congiunta di 21 diverse organizzazioni filippine, che, pur diverse tra loro (vi erano sia società di commercializzazione di artigianato che Organizzazioni Non Governative), erano unite dal fatto di non avere scopo di lucro e dall'obiettivo comune di contribuire allo sviluppo economico e sociale dei poveri. Nel 1997 CCAP ha esteso la possibilità di diventare membri anche a imprese famigliari e a gruppi di produttori, migliorando il livello di partecipazione della base produttiva nella gestione dell'organizzazione.CCAP lavora con i gruppi di produttori, aiutandoli nell'organizzazione e nello sviluppo di capacità tecniche e di gestione d'impresa. Il sostegno permette ai produttori di diventare autonomi e sostenibili, contribuendo quindi al miglioramento del tenore di vita individuale e allo sviluppo comunitario. CCAP è impegnata anche nella diffusione e nella promozione del commercio equo e solidale e nella creazione di spazi di mercato per la produzione dei propri artigiani.
Informazioni brevi
Paese: Filippine
Fondazione: 1973
Coinvolge: 750 artigiani
Web: www.ccapfairtrade.comValutazione Etica
L’aspetto più positivo di CCAP è l’elevato livello di coinvolgimento dei produttori di base nelle scelte e nella gestione dell’organizzazione. Qualità particolarmente apprezzabile, in quanto spesso costituisce al contrario una debolezza di molte organizzazioni di secondo livello che intrattengono rapporti con molti gruppi di produttori. L’aspetto sul quale è invece necessario migliorare è la composizione del prezzo ai vari livelli, dalla produzione all’esportazione, che non compromette comunque una retribuzione dignitosa degli artigiani. Artigianato sostenibileCCAP produce mobili in bambù, cesti e articoli in fibra, impiegando materie prime disponibili localmente. L'uso di fibre, come il sea grass o l'abaca, dipende dalla tradizione locale, che varia in base alla zona nella quale risiede il gruppo produttore. Le Filippine sono uno dei maggiori produttori mondiali di artigianato in materiali tipo vimini e la produzione unisce tradizione nazionale e adattamento al gusto occidentale.Un'organizzazione diretta dalla baseGli artigiani di CCAP ricevono per le loro creazioni un compenso superiore a quello che riceverebbero vendendo gli stessi prodotti a un intermediario. Allo scopo di non creare periodi di difficoltà ai produttori, CCAP si assicura che ogni gruppo riceva almeno un ordine nel corso dell'anno.
L'impegno più grande di CCAP è riservato al coinvolgimento e alla rappresentanza dei produttori nel sistema di gestione dell'organizzazione. CCAP ha cura di visitare regolarmente i gruppi di produttori per seguire la relazione in maniera costante, mantenendo il contatto con la persona che ogni gruppo di produttori elegge per rappresentarsi. I produttori prendono parte ogni anno ad un'assemblea, incentrata su laboratori e momenti di formazione. Periodicamente, vengono eseguite delle valutazioni sui gruppi delle diverse aree, creando anche occasioni di confronto. CCAP supporta attivamente i momenti associativi, favorendo la creazione di una rete di produttori. L'importanza che questi hanno per l'organizzazione è sottolineata dalla presenza di rappresentanti dei produttori nel Consiglio di Amministrazione di CCAP.

10. PROGETTO CAMPANELLA TERRACOTTA

CORR - THE JUTE WORKS
( BANGLADESH )

Fondata nel 1973 grazie ad un progetto di sviluppo della Caritas del Bangladesh‚ denominato CORR‚ la Jute Works è un'agenzia che commercia l'artigianato del paese. L'organismo fornisce lavoro a 6400 persone ed ha sede a Dhaka. Le donne sono l'ossatura della Jute Works‚ che si propone di promuovere lo sviluppo dei non privilegiati. L'organismo ha creato un capitale lavorativo per l'acquisto di materie prime e una campagna di sensibilizzazione degli artigiani contro le offerte di aiuto da parte di usurai. Con i proventi dell'artigianato‚ l'agenzia ha costituito un fondo finanziario rotativo a disposizione di progetti di sviluppo agricolo‚ di formazione contabile e di pianificazione familiare. I gruppi possono investire il capitale accumulato nell'acquisto di terra‚ nella coltivazione di riso o altro.

11. PROGETTO CROCI DE EL SALVADOR

Cog Quicab‚ in lingua maya significa "mani unite", un gesto di raccoglimento e di preghiera che nello splendido paese latino di El Salvador significa anche sviluppo e valorizzazione della tradizione artigianale locale.COG QUICAB È IL NOME DELLA UNA COOPERATIVA COSTITUITA DA GRUPPI D'ARTIGIANI DI EL SALVADOR    (AMERICA LATINA) CHE PRODUCONO OGGETTI DI LEGNO E PUPAZZI DI STOFFA. L’ORGANIZZAZIONE È NATA GRAZIE AL SOSTEGNO DI PAX CHRISTI E CARITAS EL SALVADOR E LAVORA ORA CON L'EQUIPE DI SERVIZI PER LE COMUNITÀ DI BASE CHE COORDINA MOLTEPLICI ATTIVITÀ TRA LE QUALI LE BIBLIOTECHE COMUNITARIE DI BASE LA PROMOZIONE DEL LAVORO FEMMINILE E LA CREAZIONE DI UNA CASA DELLA PACE PER I CAMPESINOS.  I laboratori artigianali tutti gestiti da piccoli gruppi di 10-15 artigiani hanno sede a San Salvador e in alcune zone rurali particolarmente svantaggiate. Da qualche anno Cog Quicab fa parte della Rete nazionale di Commercializzazione Comunitaria (RENACES)‚ che si propone di creare un mercato giusto e solidale che porti vantaggi sia ai produttori che ai compratori e che riesca a incidere sulle politiche economiche del Paese cercando alleanze con diversi movimenti della società civile.

12. PROGETTO bustine in abaca

CCAP è un'organizzazione dedita alla promozione economica e sociale degli artigiani poveri, residenti nelle aree urbane e rurali delle Filippine
CCAP è nata dall'iniziativa congiunta di 21 diverse organizzazioni filippine, che, pur diverse tra loro (vi erano sia società di commercializzazione di artigianato che Organizzazioni Non Governative), erano unite dal fatto di non avere scopo di lucro e dall'obiettivo comune di contribuire allo sviluppo economico e sociale dei poveri. Nel 1997 CCAP ha esteso la possibilità di diventare membri anche a imprese famigliari e a gruppi di produttori, migliorando il livello di partecipazione della base produttiva nella gestione dell'organizzazione.
CCAP lavora con i gruppi di produttori, aiutandoli nell'organizzazione e nello sviluppo di capacità tecniche e di gestione d'impresa. Il sostegno permette ai produttori di diventare autonomi e sostenibili, contribuendo quindi al miglioramento del tenore di vita individuale e allo sviluppo comunitario. CCAP è impegnata anche nella diffusione e nella promozione del commercio equo e solidale e nella creazione di spazi di mercato per la produzione dei propri artigiani. Artigianato sostenibile
CCAP produce mobili in bambù, cesti e articoli in fibra, impiegando materie prime disponibili localmente. L'uso di fibre, come il sea grass o l'abaca, dipende dalla tradizione locale, che varia in base alla zona nella quale risiede il gruppo produttore. Le Filippine sono uno dei maggiori produttori mondiali di artigianato in materiali tipo vimini e la produzioneunisce tradizione nazionale e adattamento al gusto occidentale. Un'organizzazione diretta dalla base
Gli artigiani di CCAP ricevono per le loro creazioni un compenso superiore a quello che riceverebbero vendendo gli stessi prodotti a un intermediario. Allo scopo di non creare periodi di difficoltà ai produttori, CCAP si assicura che ogni gruppo riceva almeno un ordine nel corso dell'anno.
L'impegno più grande di CCAP è riservato al coinvolgimento e alla rappresentanza dei produttori nel sistema di gestione dell'organizzazione. CCAP ha cura di visitare regolarmente i gruppi di produttori per seguire la relazione in maniera costante, mantenendo il contatto con la persona che ogni gruppo di produttori elegge per rappresentarsi. I produttori prendono parte ogni anno ad un'assemblea, incentrata su laboratori e momenti di formazione. Periodicamente, vengono eseguite delle valutazioni sui gruppi delle diverse aree, creando anche occasioni di confronto. CCAP supporta attivamente i momenti associativi, favorendo la creazione di una rete di produttori. L'importanza che questi hanno per l'organizzazione è sottolineata dalla presenza di rappresentanti dei produttori nel Consiglio di Amministrazione di CCAP.

14. PROGETTO bustine in abaca

CCAP è un'organizzazione dedita alla promozione economica e sociale degli artigiani poveri, residenti nelle aree urbane e rurali delle Filippine
CCAP è nata dall'iniziativa congiunta di 21 diverse organizzazioni filippine, che, pur diverse tra loro (vi erano sia società di commercializzazione di artigianato che Organizzazioni Non Governative), erano unite dal fatto di non avere scopo di lucro e dall'obiettivo comune di contribuire allo sviluppo economico e sociale dei poveri. Nel 1997 CCAP ha esteso la possibilità di diventare membri anche a imprese famigliari e a gruppi di produttori, migliorando il livello di partecipazione della base produttiva nella gestione dell'organizzazione.
CCAP lavora con i gruppi di produttori, aiutandoli nell'organizzazione e nello sviluppo di capacità tecniche e di gestione d'impresa. Il sostegno permette ai produttori di diventare autonomi e sostenibili, contribuendo quindi al miglioramento del tenore di vita individuale e allo sviluppo comunitario. CCAP è impegnata anche nella diffusione e nella promozione del commercio equo e solidale e nella creazione di spazi di mercato per la produzione dei propri artigiani. Artigianato sostenibile
CCAP produce mobili in bambù, cesti e articoli in fibra, impiegando materie prime disponibili localmente. L'uso di fibre, come il sea grass o l'abaca, dipende dalla tradizione locale, che varia in base alla zona nella quale risiede il gruppo produttore. Le Filippine sono uno dei maggiori produttori mondiali di artigianato in materiali tipo vimini e la produzioneunisce tradizione nazionale e adattamento al gusto occidentale. Un'organizzazione diretta dalla base
Gli artigiani di CCAP ricevono per le loro creazioni un compenso superiore a quello che riceverebbero vendendo gli stessi prodotti a un intermediario. Allo scopo di non creare periodi di difficoltà ai produttori, CCAP si assicura che ogni gruppo riceva almeno un ordine nel corso dell'anno.
L'impegno più grande di CCAP è riservato al coinvolgimento e alla rappresentanza dei produttori nel sistema di gestione dell'organizzazione. CCAP ha cura di visitare regolarmente i gruppi di produttori per seguire la relazione in maniera costante, mantenendo il contatto con la persona che ogni gruppo di produttori elegge per rappresentarsi. I produttori prendono parte ogni anno ad un'assemblea, incentrata su laboratori e momenti di formazione. Periodicamente, vengono eseguite delle valutazioni sui gruppi delle diverse aree, creando anche occasioni di confronto. CCAP supporta attivamente i momenti associativi, favorendo la creazione di una rete di produttori. L'importanza che questi hanno per l'organizzazione è sottolineata dalla presenza di rappresentanti dei produttori nel Consiglio di Amministrazione di CCAP.

15. PROGETTO CARTA ANTAIMORO

La carta Antaimoro viene erroneamente detta carta di riso, ma in realtà prende il suo nome dal gruppo etnico presente in Madagascar.LA PRODUZIONE DI OGGETTI IN CARTA ANTAIMORO: PORTAFOTO, SCATOLINE, BOOK, ALBUM E PARTECIPAZIONI TRASSE SPUNTO DA UN GRUPPO DI ARABI APPRODATI SULLA COSTA EST DELL’ISOLA AFRICANA. QUESTO PICCOLO GRUPPO, ALLA RICERCA DI SOLUZIONI ALTERNATIVE CHE CONSENTISSERO DI TRASCRIVERE I VERSETTI DEL CORANO AL FINE DI TRASMETTERLI E DIFFONDERLI NELLA LORO NUOVA DISLOCAZIONE, INIZIÒ AD UTILIZZARE UN ARBUSTO, L'AVOHA, CON LA CUI CORTECCIA SI POTEVA OTTENERE UNA CARTA SIMILE ALLA PERGAMENA.LA POPOLAZIONE LOCALE ANTAIMORO, INIZIÒ BENE PRESTO GRAZIE ALLA FORTE INFLUENZA DALLA POPOLAZIONE ARABA, A UTILIZZARE QUESTA UTILE INTUIZIONE, APPRENDENDONE I SEGRETI DI PRODUZIONE.  In particolare fu l’etnia Betsileo a sviluppare la produzione artigianale trasformandola in una vera e propria realtà commerciale e artigianale tipica dell’isola. Attualmente sono 2 i gruppi artigianali specializzati nella lavorazione della carta Antaimoro coinvolti nel progetto di sviluppo che assicura un lavoro a centinaia di persone residenti nella capitale Antananarivo.

16. PROGETTO CORR - THE JUTE WORKS (CAMPANELLA IN TERRACOTTA)

CORR-The Jute Works è una cooperativa sociale fondata nel 1973 al fine di favorirel’emancipazione delle donne nelle zone rurali del Bangladesh, migliorandone la condizione socio-economica mediante la formazione. Oggi, grazie a CORR lavorano 162 gruppi di artigiane in ben 16 province del Bangladesh, permettendo a oltre 4.100 persone di vivere dignitosamente. La cooperativa è suddivisa in una due macro gruppo in riferimento al materiale di lavorazione utilizzato Mritshilpo Samities (composto da una rete di 14 gruppi di artigiani della terracotta: sono in tutto oltre 300, circa la metà dei quali uomini per la terracotta)  e Jagoroni Mohila Samity per la juta e altre fibre (composto interamente da donne, è il gruppo più numeroso di Corr e coinvolge 2.300 artigiane). UNO DEGLI OBBIETTIVI PRINCIPALI DELLA COOPERATIVA È QUELLO DI AFFIANCARE L’ATTIVITÀ DI PRODUZIONE E VENDITA DI ARTIGIANATO INSERENDO CIÒ IN SPECIFICI PROGRAMMI CHE PERSEGUONO IL MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ DELLA VITA NEI VILLAGGI SU MOLTEPLICI ASPETTI. LE ARTIGIANE RICEVONO FORMAZIONE SULLA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE E  SU ASPETTI ORGANIZZATIVI, AMMINISTRATIVI E DI CONTABILITÀ. INOLTRE, LE ARTIGIANE SONO ANCHE SUPPORTANTE DA UN SISTEMA  DI RISPARMIO E CREDITO E PARTECIPANO AD UN PROGRAMMA DI ASSISTENZA MEDICA E DI  INFRASTRUTTURE DI BASE. IL BANGLADESH È UNO DEI PAESI PIÙ DENSAMENTE POPOLATI AL MONDO CON UN ELEVATO TASSO DI POVERTÀ. LA METÀ DELLA POPOLAZIONE È ANALFABETA E IL 47% DELLA POPOLAZIONE VIVE SOTTO LA SOGLIA DELLA POVERTÀ. LE DONNE VIVONO IN UNA SITUAZIONE DI ESTREMA MARGINALIZZAZIONE E, BENCHÉ LE LEGGI NE TUTELINO L’EGUAGLIANZA E LA PARI DIGNITÀ IN TERMINI DI DIRITTI LEGALI E LAVORATIVI, LA SITUAZIONE REALE È MOLTO DIVERSA. NELL’INDUSTRIA DELL’ABBIGLIAMENTO, TRISTEMENTE NOTA PER LA MANCANZA TOTALE DI SICUREZZA E PER I SALARI INFIMI, LAVORANO SOPRATTUTTO DONNE. CORR sensibilizza le donne artigiane all’utilizzo di materiali a basso impatto ecologico e facilmente reperibili in loco, come la terracotta e la juta. Guarda i prodotti realizzati dalla Cooperativa Sociale CORR

17. PROGETTO AGENDINA

l progetto che l'agendina colorata contribuisce a sostenere si chiama Y-Development.Y-Development è un'associazione fondata da YMCA (Young Men's Christian Association)‚ un network nato nel 1984 e diffuso in molti paesi del mondo. In Thailandia YD fornisce supporto agli artigiani delle comunità rurali per progettare e commercializzare i loro prodotti. Nei villaggi vengono realizzati corsi di formazione per sviluppare le capacità produttive a partire dalle tradizioni e dalle materie prime disponibili. I prodotti realizzati vengono poi venduti sul mercato locale o attraverso i canali del commercio equo. I profitti delle vendite‚ oltre a pagare gli artigiani‚ vengono utilizzati per le iniziative di YMCA a sostegno delle comunità.Attualmente YD raccoglie 30 gruppi di produttori nel nord della Tailandia e garantisce lavoro a oltre 500 persone.Tratto da www.equomercato.it


18. PROGETTO Y DEVELOPMENT-CARTOLERIA

Y-Development è un'associazione nata nel 1984 grazie alla volontà della Young Men's Christian Association‚ realtà diffusa in molti paesi del Mondo. In Thailandia YD fornisce supporto agli artigiani delle comunità rurali per progettare e commercializzare i loro prodotti.Nei villaggi vengono realizzati corsi di formazione per sviluppare le capacità produttive a partire dalle tradizioni e dalle materie prime disponibili. I prodotti realizzati vengono poi venduti sul mercato locale o attraverso i canali del commercio equo.I profitti delle vendite‚ oltre a pagare gli artigiani‚ vengono utilizzati per le iniziative di YMCA a sostegno delle comunità.Attualmente YD raccoglie 30 gruppi di produttori nel nord della Tailandia e garantisce lavoro a oltre 500 persone. Guarda i prodotti realizzati dalla Cooperativa Y- Development

19. PROGETTO BOMBONIERE SPEZIALI

Il progetto sociale che produce le bomboniere speziali si chiama Podie, opera in Sri Lanka ed è nato verso al metà degli anni Sessanta. Podie, che significa "piccolo" in cingalese, è un'organizzazione che ha l’ obbiettivo principale di realizzare sistemi per il controllo della qualità e nella produzione biologica, aiutando con i suoi servizi persone che vivono in contesti difficili: gruppi di produttori isolati economicamente e geograficamente e donne povere, prive di istruzione, che vivono in aree urbane dove non è possibile trovare lavoro. Ad oggi coinvolge 200 agricoltori e 60 donne nella struttura centrale. L’azione principale di Podie, così come di tutta la filiera del commercio equo e quella di superare il sistema degli intermediari che opprimono i piccoli produttori, aprendo loro le possibilità del commercio locale e internazionale, offrendo alle giovani donne povere  la possibilità di avere un reddito. Il progetto favorisce molte iniziative volte a migliorare la vita dei produttori: risparmio comunitario, corsi di formazione tecnica e giuridica, creazione di infrastrutture - in particolare attinenti all'acqua (ma anche centri di comunità, scuole e per la produzione), coinvolgimento dei gruppi di produttori attraverso il voto per il consiglio direttivo.Dopo lo Tsunami del 2004 che ha flagellato lo Sri Lanka, Podie ha diretto il suo intervento anche al recupero alla ricostruzione del Paese anche dopo la fase iniziale di stretta emergenza. Guarda i prodotti realizzati dal progetto sociale Podie

20. PROGETTO LE PEPITE

Il progetto Pepita di cioccolato mette a sistema tanti produttori provenienti da vari Paesi del Mondo. La pasta di cacao e il burro di cacao sono prodotti con le fave di cacao provenienti da MCCH  cooperativa dell’Ecuador. MCCH  raggruppa migliaia di piccoli produttori, artigiani e contadini divisi in 400 organizzazioni, per un totale di circa 260.000 persone, sparse in 21 province del Paese. L’obiettivo principale della cooperativa è quello di potenziare la forza contrattuale dei singoli produttori, promuovendo un’equa distribuzione dei beni di prima necessità fra le famiglia aderenti al progetto, sfuggendo al dominio della rete dell’intermediazione e degli speculatori. Ai produttori viene, inoltre, fornita un’adeguata assistenza tecnica e finanziaria che permette loro di essere preparati e formati anche da un punto di vista amministrativo e gestionale.  LO ZUCCHERO DI CANNA È PRODOTTO DA MIMBIPÀ DEL PARAGUAY E  DALLA CORPORACIÒN GRUPPO SALINAS DELL’ECUADOR.
CORPORACIÒN GRUPPO SALINAS È UN COORDINAMENTO DI BEN 24 COOPERATIVE DELLA PROVINCIA DI BOLIVAR. GLI UTILI PROVENIENTI DAL COMMERCIO DELLO ZUCCHERO DI CANNA SONO SPESI IN OPERE PUBBLICHE A FAVORE DELLE COMUNITÀ LOCALI: MIGLIORAMENTO DI ABITAZIONI, STRADE E INFRASTRUTTURE.IL PEPERONCINO È PRODOTTO DA ZASPO IN TANZANIA E MIMBIPÀ DEL PARAGUAY. LE BACCHE DI VANIGLIA PROVENGONO DA ZASPO.
ZANZIBAR SPICE PRODUCERS (ZASPO) È UN'ORGANIZZAZIONE CHE COINVOLGE I PICCOLI PRODUTTORI CHE COLTIVANO LE SPEZIE CON METODI BIOLOGICI (ANCHE SE PRIVI DI CERTIFICAZIONE PER PROBLEMI RELATIVI ALLA DISLOCAZIONE DEI PRODUTTORI).LE SCORZE DI ARANCIO SONO PRODOTTE DA CENTRO YANTEN IN BRASILE, COOPERATIVA CALMAÑANA IN URUGUAY E MIMBIPÀ IN PARAGUAY. LA MENTA PROVIENE DA CENTRO YANTENIN BRASILE.
CENTRO YANTEN DI MEDICINA POPOLARE HA È UNA ORGANIZZAZIONE NON GOVERNATIVA CHE L’OBIETTIVO DI PROMUOVERE LE CONOSCENZE FITOTERAPICHE E DELLA MEDICINA NATURALE.LA COOPERATIVA CALMAÑANA È COMPOSTA DA 22 DONNE COLTIVATRICI DELLA PARTE MERIDIONALE DELL’URUGUAY CHE PRODUCONO ERBE AROMATICHE E MEDICINALI MEDIANTE LA COLTIVAZIONE BIOLOGICA. IL PROGETTO UTILIZZA UN METODO DI ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO PARTECIPATIVO, MEDIANTE RIUNIONI PERIODICHE E MOMENTI DI FORMAZIONE E RAPPRESENTA UN ESPERIMENTO PILOTA A LIVELLO NAZIONALE MEDIANTE RIUNIONI PERIODICHE, SI AVVALE DELLA COLTIVAZIONE BIOLOGICA. SONO PREVISTI, INOLTRE, DEI PERCORSI FORMATIVI E/O INFORMATIVI.IL RAPÉ DI COCCO ESSICCATO È PRODOTTO DA SIYATH FOUNDATION IN SRI LANKA.
SIYATH FOUNDATION È UNA ORGANIZZAZIONE CHE COORDINA OLTRE 3.500 DONNE ARTIGIANE E PICCOLI COLTIVATORI DI COCCO IN CINQUE REGIONI DELLO SRI LANKA. A LIVELLO LOCALE IL GRUPPO DI VILLAGGIO SVOLGE UN IMPORTANTE RUOLO A LIVELLO SOCIALE, COSTITUENDO UN SIGNIFICATIVO AMBITO DI ESPRESSIONE E VALORIZZAZIONE DELLA COMPONENTE FEMMINILE.Il té verde è prodotto da Minh Lap Tea Cooperative in Vietnam, una cooperativa composta da 27 soci coltivatori di tè biologico delle etnie Nung, Kinh e San Chi. Ogni socio ha a disposizione appezzamenti di 0,5/1 ettaro circa, in cui per il 30-50% coltivano il tè, mentre nella restante parte coltivano riso e altre specie vegetali per l'autoconsumo. Inoltre, possiedono parti di terreno forestale per la produzione di legna utilizzate per necessità domestiche e per la stessa lavorazione del tè. L’obiettivo primario della cooperativa è il potenziamento delle conoscenze e delle tecniche di coltivazione, insieme alla ricerca di nuovi sbocchi commerciali.

21. PROGETTO CAMARI

Camari è una organizzazione nata nel 1981 all'interno del FEPP (Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio), una Ong di ispirazione cattolica che promuove progetti di sviluppo sociale ed economico in tutto il paese.
I soci sono circa 200, fra piccole cooperative, associazioni e coordinamenti, per un totale di circa 6500 famiglie, e la rappresentanza geografica è nazionale.
Lo sviluppo del processo produttivo, la valorizzazione della piccola proprietà coltivatrice e la commercializzazione dei prodotti agricoli e artigianali sono i punti salienti dell'azione di Camari, che intende in questo modo contrastare concretamente lo sfruttamento cui i contadini sono generalmente sottoposti.
I produttori, coordinandosi e condividendo le proprie esperienze, possono estendere il ciclo di produzione fino alla trasformazione e commercializzazione, evitando in questo modo l'azione degli intermediari.
La proposta di Camari va nella direzione di rafforzare l’accesso al mercato delle fasce più povere con un ruolo da soggetto protagonista.


22. PROGETTO BASE - CESTERIA

BASE coinvolge principalmente soggetti che si trovano in una condizione di doppio svantaggio: essere donne e vivere in villaggi rurali isolati. Alla possibilità di reddito creata direttamente dalla propria attività, BaSE affianca una serie di programmi sociali. Vengono organizzati corsi di formazione sui temi dei diritti umani e del sostegno legale, salute ed educazione per bambini, informatica, allevamento e piscicoltura e sono stati istituiti fondi rotativi, basati sui gruppi di artigiane, ai quali ogni donna può fare ricorso per necessità come la scuola, spese mediche o altri eventi straordinari. BASE opera in Bangladesh


23. PROGETTO BUCCIA D'ARANCIA

Piel Acida è un piccolo laboratorio artigianale nato a Bogotà nel 1989 da un'idea decisamente innovativa: produrre articoli da regalo artigianali riciclando le bucce di arancia scartate dalle venditrici di succo di arancia che a decine si trovano agli angoli delle strade di Bogotà. Dalla fine degli anni '80 ad ora, e soprattutto da 5 anni a questa parte con l'inizio delle esportazioni all'estero, il successo di questo prodotto totalmente naturale e con un forte contenuto sociale è andato crescendo.
Piel Acida impiega una ventina di persone tra produzione ed amministrazione, quasi tutte donne.  La maggior parte di loro sono state formate dalla fondatrice, Ana Maria Piedrahita, un medico colombiano che ha cambiato professione per il piacere del lavoro artigianale e con il desiderio di creare occupazione per le donne povere di Bogotà, in ciò sostenuta da un meritorio progetto di una ONG locale chiamato “mujeres empresarias” (donne imprenditrici) che cerca di formare piccole imprenditrici e di dare lavoro alle donne “desplazadas” ossia sfollate dalle zone di guerriglia. Tutti i lavoratori hanno redditi fissi, assicurazione sanitaria a norma di legge, ferie pagate, tredicesima e alcuni benefici per i figli. Il reddito dei lavoratori non scende mai sotto il minimo legale ( 140 al mese) ma i salari crescono in funzione delle capacità e della produttività.
La formazione e l'aggiornamento hanno luogo ogni tre settimane nel laboratorio stesso. Sia per la formazione che per il design ci si avvale anche di collaborazioni esterne.
L'orario di lavoro è di 8 ore al giorno per un totale di 44 alla settimana (per legge l'orario settimanale è di 48 ore).
Piel Acida lavora a stretto contatto con Enterprise Woman, una ONG che si occupa soprattutto di sostenere donne abbandonate o violentate, destino comune a diverse donne colombiane e ad alcune lavoratrici del laboratorio.

La produzione avviene per la maggior parte nel laboratorio di Piel Acida, solo una parte dell'assemblaggio è fatto esternamente dalle lavoratrici che lavorano parte del tempo a domicilio. Il laboratorio è mantenuto secondo criteri di pulizia sicurezza e salubrità ai lavoratori viene fornito il materiale di sicurezza e l'abbigliamento appropriato.
Le materie prime sono: buccia d'arancia, cotone, colla, legno e filo di ferro.
La buccia d'arancia viene acquistata dalle donne che vendono succo d'arancia agli angoli delle strade. In tal modo si rende produttivo quello che fino a poco fa è stato considerato solo uno scarto e al contempo queste donne si trovano ad avere un reddito aggiuntivo che le aiuta non poco per le loro necessità di sostentamento. Alcune di esse ricavano da questo commercio il necessario per mantenere un figlio a scuola. Le venditrici di succo conservano le bucce e le puliscono. Quando ne hanno alcuni sacchi le portano al laboratorio di Piel Acida. Anche le altre materie prime vengono, per quanto possibile, da materiale di scarto.
Con l'aumentare degli ordini in alcuni periodi dell'anno Piel Acida si è trovata nella condizione di non ricevere abbastanza materia prima da parte dalle venditrici di succo, così hanno siglato un accordo con una ditta di produzione di succhi di frutta per prelevare le bucce che lor butterebbero nella spazzatura. In questo modo oltre a recuperare un prodotto di scarto e ridargli valore, danno anche un lavoro, seppur per ora saltuario, alle persone che vanno a ritirare le bucce e a quelle, soprattutto donne “desplazadas” che hanno formato per selezionare e ripulire le bucce, in tutto fino a 20 persone.

La produzione è totalmente manuale, dall'essiccazione delle bucce, al loro taglio, fino all'assemblaggio.

L'aroma di arancio che sprigiona dai manufatti è totalmente naturale, in parte dovuto all'aroma di questa varietà di arance colombiane ed in parte all'accuratezza del processo di essiccazione. Piel Acida garantisce che l'aroma continuerà a sprigionarsi per 9 - 12 mesi e che in seguito, sfregando la buccia con un oggetto ruvido, essa tornerà a profumare.

Di recente Piel Acida ha iniziato a collaborare con alcuni piccoli gruppi di produttori della costa che producono stupenda bigiotteria con fibre naturali, semi e tagua (avorio vegetale). Il loro progetto è quello di sostenere e promuovere tutta una serie di piccoli artigiani di valore ma che non hanno la possibilità di accedere al mercato.


24. PROGETTO CCAP - SPAGO, ABACA E SINAMAY

CCAP è un'organizzazione dedita alla promozione economica e sociale degli artigiani poveri, residenti nelle aree urbane e rurali delle Filippine.  CCAP è nata dall'iniziativa congiunta di 21 diverse organizzazioni filippine, che, pur diverse tra loro (vi erano sia società di commercializzazione di artigianato che Organizzazioni Non Governative), erano unite dal fatto di non avere scopo di lucro e dall'obiettivo comune di contribuire allo sviluppo economico e sociale dei poveri. Nel 1997 CCAP ha esteso la possibilità di diventare membri anche a imprese famigliari e a gruppi di produttori, migliorando il livello di partecipazione della base produttiva nella gestione dell'organizzazione.
CCAP lavora con i gruppi di produttori, aiutandoli nell'organizzazione e nello sviluppo di capacità tecniche e di gestione d'impresa. Il sostegno permette ai produttori di diventare autonomi e sostenibili, contribuendo quindi al miglioramento del tenore di vita individuale e allo sviluppo comunitario. CCAP è impegnata anche nella diffusione e nella promozione del commercio equo e solidale e nella creazione di spazi di mercato per la produzione dei propri artigiani. Artigianato sostenibile
CCAP produce mobili in bambù, cesti e articoli in fibra, impiegando materie prime disponibili localmente. L'uso di fibre, come il sea grass o l'abaca, dipende dalla tradizione locale, che varia in base alla zona nella quale risiede il gruppo produttore. Le Filippine sono uno dei maggiori produttori mondiali di artigianato in materiali tipo vimini e la produzione unisce tradizione nazionale e adattamento al gusto occidentale.  
Gli artigiani di CCAP ricevono per le loro creazioni un compenso superiore a quello che riceverebbero vendendo gli stessi prodotti a un intermediario. Allo scopo di non creare periodi di difficoltà ai produttori, CCAP si assicura che ogni gruppo riceva almeno un ordine nel corso dell'anno.
L'impegno più grande di CCAP è riservato al coinvolgimento e alla rappresentanza dei produttori nel sistema di gestione dell'organizzazione. CCAP ha cura di visitare regolarmente i gruppi di produttori per seguire la relazione in maniera costante, mantenendo il contatto con la persona che ogni gruppo di produttori elegge per rappresentarsi. I produttori prendono parte ogni anno ad un'assemblea, incentrata su laboratori e momenti di formazione. Periodicamente, vengono eseguite delle valutazioni sui gruppi delle diverse aree, creando anche occasioni di confronto. CCAP supporta attivamente i momenti associativi, favorendo la creazione di una rete di produttori. L'importanza che questi hanno per l'organizzazione è sottolineata dalla presenza di rappresentanti dei produttori nel Consiglio di Amministrazione di CCAP.(tratto dal sito www.altromercato.it)

25. PARTECIPAZIONI FIORI D'ASIA

MCC è un’organizzazione di solidarietà e sviluppo, creata dalla Chiesa Mennonita americana per promuovere nel mondo la pace, la giustizia e la dignità. MCC iniziò a lavorare in Bangladesh nel 1971 in seguito a una gravissima inondazione, e poi per aiutare la popolazione dopo la guerra civile. La sviluppo per MCC si crea con la collaborazione e lo scambio, trasmettendo capacità che diventano strumenti per uscire dalla povertà.È con questa logica che sono iniziati nel 1975 i programmi di attività economiche, che organizzano gruppi di artigiane nei villaggi. Le artigiane vengono aiutate a creare i prodotti, accompagnate nel mercato del commercio equo e aiutate e sostenute nell’attività tramite lo sviluppo e la qualità.MCC produce accessori decorativi, cartoleria, addobbi natalizi. La carta utilizzata per creare gli oggetti viene ricavata dal giacinto d’acqua, una pianta che cresce spontanea e abbondante nei corsi d’acqua. Altre fibre utilizzate in misura minore sono la canapa, la juta e gli scampoli recuperati dalla lavorazione della seta.La popolazione contadina del Bangladesh fa ogni giorno i conti con la sovrappopolazione del Paese, l’isolamento, la mancanza di servizi e il difficile clima monsonico. I progetti di MCC affrontano le necessità di base nelle campagne: formazione agricola per il cibo, programmi di generazione del reddito, borse di studio per i bambini.
Particolare attenzione MCC la dedica alle donne in condizioni difficili per famiglia, reddito o educazione. A queste donne MCC offre impiego, formazione professionale, educazione sui temi della famiglia e della salute.
(tratto dal sito www.altromercato.it)

26. PROGETTO PIETRA SAPONARIA

Smolart è una cooperativa sociale nata nel 1990 in un piccolo villaggio nei pressi di Kisii, regione del Kenya; si occupa della gestione di tutto il processo produttivo, assistendo gli artigiani nel miglioramento della qualità e del design della produzione di pietra saponaria.Ogni fase del processo produttivo, ossia il taglio, la rifinitura, la levigatura, l’asciugatura, la decorazione, la lucidatura e l’imballaggio, viene fatta a mano, senza alcun ausilio di macchine. Il lavoro viene svolto interamente all’aperto, nel villaggio di residenza o nei dintorni di esso.
Il 75% del prezzo pagato dall’importatore va agli artigiani, mentre il restante 25%  rimane a Smolart per il mantenimento e lo sviluppo della struttura.
Smolart sostiene anche piccoli progetti comunitari di carattere sanitario ed educativo; inoltre parte dei guadagni sono donati da Smolart a programmi di prevenzione dell’Aids.

27. PROGETTO ANIMALITOS


La Central Interregional de Artisanos del Perù (CIAP)‚ è un organismo fondato nel 1992 da cinque gruppi d'artigiani.Ora la centrale, che ha sede a Lima ma che opera in tutto il paese‚ riunisce circa 400 famiglie di artigiani suddivise in 19 gruppi.L'obiettivo di CIAP è l'autosviluppo‚ ottenuto attraverso il rispetto della dignità di ogni persona‚ la vita comunitaria e il mutuo aiuto‚ la difesa dell'identità culturale andina e la sua valorizzazione attraverso la vendita dell'artigianato tradizionale. L’importanza di CIAP si esprime soprattutto nel fatto di sostenere le comunità marginali per posizione geografica e sociale, che subiscono le perdite quando l’economia è in crisi ma non ne condividono i benefici quando la congiuntura è positiva.Per migliorare ulteriormente CIAP può impegnarsi di più a livello sociale e politico presso le comunità di produttori, e favorirne il coinvolgimento nelle decisioni. Va riconosciuto comunque che il sistema attuale è gestito bene, e ha dimostrato di essere efficace sia per lo sviluppo dell’organizzazione che per la sostenibilità economica.

28. PROGETTO BUSTINE IN FOGLIA DI PALMA


L’iniziativa che ha dato vita ad Artes Maconde è venuta dall’intraprendenza di una donna sudafricana, che in collaborazione con soci mozambicani fondò la “Maristela Limitada”. La fondatrice e alcuni dei primi soci si sono col tempo ritirati, sostituiti da altri locali e da due europei legati personalmente e professionalmente al Mozambico.Artes Maconde lavora con gli artigiani dalla zona di Pemba (a parte un gruppo a Maputo), un’area del Mozambico dove l’isolamento e la distanza dalla capitale penalizzano lo sviluppo economico e sociale e riducono le possibilità per coloro che vi abitano. Il più importante beneficio per gli artigiani che lavorano con Artes Maconde è la possibilità di richiedere un ulteriore prefinanziamento in forma non monetaria (ad esempio sementi o derrate alimentari). Questo tipo di prefinanziamento è così importante per i produttori in quanto per tutti loro l’artigianato è una fonte di reddito aggiuntiva, ma il pilastro della sopravvivenza rimane l’agricoltura di sussistenza: e nel periodo di marzo e aprile, quando il nuovo raccolto è alle porte ma non ancora maturo e i soldi sono ormai terminati, è facile che il precario equilibrio si spezzi e le famiglie si ritrovino a fare letteralmente la fame.
Ogni gruppo di produttori ha costituito un fondo di emergenza per far fronte a spese impreviste come un funerale o altre occasioni cerimoniali, e l’intraprendente associazione dei lavoratori del legno accantona una parte dei profitti per reinvestirli nel migliorare l’attività e per prestiti ai soci.Fonte: www.altromercato.it


28. PROGETTO INDIA


Tale progetto prevede la costruzione di una casa famiglia, per dare riparo a 100 bambini orfani e abbandonati che vagano per le strade, facili prede della criminalità locale, vittime di violenze e sfruttati nel fare lavori pesantissimi e pericolosi senza alcun diritto, né spiraglio di vita migliore per il futuro. Il nostro obiettivo è sradicare dal sistema il problema del lavoro minorile e prenderci cura dei bambini di strada, abbandonati da tutti, offrendo loro: accoglienza, cibo, vestiario, salute ed istruzione attraverso l’acquisto di un terreno, su cui sorgeranno:Centro di sviluppo agricolo e artigianale: per rendere economicamente autonoma la comunità che vi abiterà, creando lavoro e inserendo la produzione nel commercio locale. Una parte del ricavato andrà al sostentamento alimentare ed economico della comunità stessa, un’altra parte contribuirà alla costruzione della Casa Famiglia e della Scuola, in modo da coinvolgere attivamente la comunità medesima;Casa Famiglia: per dare una casa a 100 bambini orfani e abbandonati che vagano per le strade, facili prede della criminalità locale, vittime di violenze e sfruttati nel fare lavori pesantissimi e pericolosi senza alcun diritto, né spiraglio di vita migliore per il futuro;Scuola : per dare un futuro dignitoso ai bambini privi di istruzione ospiti della CasaFamiglia . “La cultura rende liberi !”.